Uccisero cane di veterano di guerra: due anni di carcere

L’Operazione Redwing, datata 2005, fu un’operazione militare dei Navy Seals americani in Afghanistan. Nel corso del blitz, tutti i componenti della squadra morirono – tranne uno, Marcus Luttrell, ferito gravemente negli scontri a fuoco ma ancora vivo. 

Tornato a casa, Luttrell fu costretto a sottoporsi a numerosi interventi chirurgici per recuperare la sanità del corpo. A quella dello spirito pensò invece Dasy, una femmina di Labrador che venne assegnata al veterano di guerra come cane di servizio.

Dasy fece per Marcus tutto ciò che ci si aspetterebbe da un cane: catturò il suo cuore, gli diede amore incondizionato e divenne la sua migliore amica.

Qualche tempo fa, Marcus venne svegliato nel pieno della notte da alcuni colpi di pistola. Controllò immediatamente che sua madre, che dormiva nella stanza accanto, fosse sana e salva, e poi corse in giardino da Dasy.

La trovò morta.

Il labrador aveva cercato di trascinarsi verso la porta d’ingresso con le poche forze rimaste, lasciando una lunga scia di sangue. Qualcuno le aveva sparato, e successivamente l’aveva finita a calci. 

I due responsabili di questa orrenda uccisione sono stati condannati negli scorsi giorni a due anni di carcere.

Nel corso del processo, è emerso che i due imputati pensavano che “sarebbe stato divertente saltar giù della macchina e ammazzare a botte e pistolettate un cane”. Si è anche scoperto che Dasy non è il primo cane che i due hanno ucciso. 

La notte che massacrarono Dasy, Marcus Littrell vide la loro macchina allontanarsi e, montato sulla propria, li inseguì e chiamò contemporaneamente la polizia. I due aguzzini vennero arrestati entrambi qualche minuto dopo dallo sceriffo.

Al telefono con la polizia, Marcus esclamò: “Sarà meglio che mandiate qualcuno, perché se li prendo io giuro che li ammazzo”.

Oltre ai due anni di carcere, Michael Edmonds (21 anni) e Alfonso Hernandez (24) – questi i nomi dei due aguzzini – dovranno pagare 10,000 dollari di multa. Una cifra nient’affatto sufficiente per la vita di un cane.

Dasy non era solo la migliore amica di Marcus Littrell, era anche il suo cane da terapia, quello che lo aiutava a superare lo stress post-traumatico del dopoguerra. 

“Non mi va di parlarne tanto”, dichiara ora Littrell, “Ma non dormi più bene la notte. Mi alzo, esco, vado dentro e fuori casa. Dasy per me non era semplicemente un animale. Per me significava più di qualunque altra cosa. Era come una figlia”.

Nella foto: Marcus Littrell e Dasy.

Qui sotto, un video relativo a questo fatto di cronaca.


Posted on 11 dicembre 2011, in Cronaca and tagged , , , , . Bookmark the permalink. 2 Comments.

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